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Soffio di Osmanthus

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“Sempre alla continua ricerca di qualcosa di nuovo da proporre ai nostri clienti, abbiamo pensato di personalizzare ancora di più la nostra linea di Bio-Cosmesi con una fragranza naturale che esalti il carattere unico dei nostri prodotti. Da qui la decisione di rivolgerci all’Atelier Fragranze Milano, sotto la guida della giovane promessa della profumeria mondiale Luca Maffei, che ha pensato e realizzato ad hoc per noi una fragranza naturale ed esclusiva a base di Osmanto.

Abbiamo scelto l'Osmanto come ingrediente principale perché ci ha colpito il profumo della pianta in fiore, un profumo intenso, fresco, dalle spiccate note floreali e di forte appartenenza al territorio umbro. Condivisa la nostra idea con il team dell’Atelier Fragranze Milano, Luca e il suo staff hanno iniziato subito a formulare questa profumazione personalizzata ed esclusiva e, dopo diverse prove e campionature, sono giunti alla creazione del Soffio d'Osmanthus.

Non una semplice aggiunta di oli essenziali, ma una vera essenza con una Base, un Cuore e un Fondo. Il nostro obbiettivo è quello di far vivere ai nostri clienti un’emozione unica, stimolarli e coinvolgerli in un’esperienza sensoriale avvolgente ed immersiva. Un’esperienza che coinvolga tutti i sensi e rievochi la nostra terra."

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Il mestiere di naso profumiere

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Il mestiere di naso profumiere nasce più di 4000 anni fa, prima come preparatore di essenze “bruciate” per compiacere gli dei, poi come “mastro guantaio-profumiere” del 17° secolo, fino a “direttore creativo” di grandi e sviluppate industrie, passando da “creatore esclusivo” di case di profumo.

Durante la storia è cambiato il contesto, sono aumentati e migliorati gli strumenti di lavoro, la tecnologia ha favorito la nascita di nuove piste olfattive e sensoriali, ma il mestiere ha mantenuto il fascino di un tempo, sempre in equilibrio tra conoscenza tecnica, talento e sensibilità artistica.

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la storia del profumo

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L’origine del profumo è molto antica e avvolta dal mistero. Usato prima nei riti religiosi, dove veniva bruciato in onore degli Dei, il profumo esalava un fumo gradevole che si levava verso il cielo, da qui l’origine della parola profumo, “per fumus” e cioè attraverso il fumo. Bruciando queste sostanze gli uomini si attiravano le grazie degli dei, scongiuravano le malattie ed ostacolavano peste ed epidemie. Cleopatra fu la prima a cospargere il suo corpo con unguenti profumati e oleosi.

Trascorrono secoli prima della scoperta più significativa: la distillazione da parte degli arabi, ai quali dobbiamo l’invenzione dell’alambicco, usato ancora oggi, che ci avvicina alla concezione moderna del profumo. Passano gli anni e nascono le prime acque profumate, come l’Acqua d’Ungheria e, molto più tardi, l’Acqua di Colonia, commercializzata da Jean-Marie Farina, che profumavano tutta l’aristocrazia. L’uso del profumo si diffonde in Francia grazie a Maria Antonietta. Dopo il XVIII secolo, l’industria francese dei profumi è concentrata a Grasse, nel sud della Francia. Qui i fabbricanti distillavano l’essenza di lavanda nelle fabbriche di guanti, e i “guanti profumati” divennero celebri grazie all’uso che ne fecero le donne più eleganti di Francia, Inghilterra e Italia.

I profumi di oggi portano ancora i segni della tradizione, ma la scoperta dei prodotti di sintesi, alla fine del secolo scorso, ha cambiato in modo evidente sia il modo di elaborare e creare il profumo, sia quello di percepirlo. Durante la Belle-époque sono apparsi grandi profumi ma è a cavallo delle due guerre che i nomi dell’Alta Moda entrano nel mondo della profumeria, con tutto quello che questo rappresenta in termini di eleganza, stile e lusso femminile. Riservato ancora ad una piccola élite, il profumo arriva a un punto di svolta alla fine della seconda guerra mondiale, con un notevole aumento di consumatori e con la nascita della profumeria maschile.